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È normale rendere un libro il tratto principale della nostra personalità?

  • Immagine del redattore: Lily
    Lily
  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Sia chiaro: non penso esista una risposta a questa domanda, men che meno una risposta giusta o sbagliata.


Recentemente ho visto il trailer del nuovo film di Hunger Games e da allora non faccio altro che pensarci. Certo, TikTok e i mille montaggi dei fan non aiutano, ma comunque vorrei solo parlarne ininterrottamente con qualcuno, sviscerare tutte le teorie, i richiami e le allegorie alla vita reale, tutti i messaggi che la Collins ha voluto racchiudere in questa serie distopica.


E voi direte: cosa c’è di male?

Beh, provate a stare accanto a una persona che vuole parlare solo ed esclusivamente di quel libro, che vuole raccontarti tutto per filo e per segno, che tenta di obbligarti a leggerlo per poterne parlare (scusa, Raki), o che continua a ripeterti: “Dai, ti prego, riguardiamo il film?”. Non è facile.


L’ultima volta mi era successo con Onyx Storm, prima ancora con i libri della Läckberg, e prima ancora con Harry Potter.


Ma perché succede?

La risposta breve è: non lo so.

La risposta un pochino più lunga è: perché ti è piaciuto talmente tanto che non vuoi separartene.

La risposta lunga è: perché entri così tanto nella storia che non vorresti mai uscirne e desideri portarla, in qualche modo, nella tua vita di tutti i giorni, anche solo attraverso le parole. Si insinua così bene nella tua mente da non lasciarti mai: rimane sempre lì, in sottofondo, pronta a essere citata in ogni occasione o a farti venire in mente una teoria assurda nel momento meno opportuno.


Da qui un’altra domanda: leggiamo tutti per lo stesso motivo? A mio parere no, e probabilmente dedicherò un altro post del blog a questo argomento. Io non leggo per accrescermi o per imparare cose nuove. Leggo per essere intrattenuta, per trovare un’evasione dalla vita reale. E forse è proprio lì che si insinua il rendere un libro il tratto principale della mia personalità (almeno temporaneamente), perché quella realtà mi cattura molto più di quella che sto vivendo.La parte razionale di me si ripete: “Amo, in Hunger Games moriresti alla Cornucopia e in Fourth Wing non saresti manco arrivata al parapetto, saresti volata dalle scale.” Però oh, a una ragazza è permesso sognare.


Ma sto divagando, come sempre. La domanda iniziale poi non era perché capita di legarsi così tanto a un libro, ma se è normale.

Per me la risposta è sì. Tutti abbiamo una copertina di Linus, qualcosa che ci piace, ci fa sentire protetti e che in determinati casi vogliamo condividere con gli altri. Nel mio caso, sono i libri.


La lettura è una coccola che mi concedo, il porto sicuro dove andare quando attorno a me diventa tutto troppo. I libri sono il mio auto-regalo per eccellenza. Devo festeggiare? Compro un libro. Sono depressa? Compro un libro. Non è successo nulla e devo movimentare la giornata? Compro un libro.

Penso quindi che sia più che normale e logico che una storia che mi piace particolarmente diventi parte di me.


Forse sbaglio a dire che leggo solo per essere intrattenuta. Perché il minimo comune denominatore dei libri a cui sono più legata è proprio che mi hanno “regalato” un tratto della mia personalità. Hermione ed Elizabeth Bennet mi hanno insegnato che è bello amare i libri. Katniss mi ha insegnato a essere forte in qualsiasi momento. Peeta mi ha insegnato che essere buoni ripaga, sempre. Violet mi ha insegnato che non esiste l’essere troppo fragili. Xaden mi ha insegnato che la vita, con uno shadow daddy vicino, è molto più interessante.


Chissà quale sarà il prossimo tratto della mia personalità che sbloccherò grazie a un libro. Lo scopriremo presto.

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